Il telefono assassino

di Edoardo Giuntini


C'era un telefonino di vecchia marca sui banchi di un negozio che quando veniva comprato veniva sempre restituito perché non funzionava bene e aveva un processore lento.
Dopo tante prove di riparazione non andate a buon fine il telefonino si risvegliò e per vendetta decise di diventare un Telefonino Assassino e di iniziare subito a mietere vittime uccidendo per prima i riparatori e i costruttori e poi chi lo avesse comprato e sempre restituito.
Per uccidere i riparatori e i costruttori dava loro una scarica elettrica al cervello, mentre per uccidere chi lo avesse restituito usava il mimetismo in iPhone 5 cosicchè sarebbe stato portato in casa e lì si sarebbe risvegliato per fare le sue vittime.
Lui continuò per molto tempo fino a quando non li uccise tutti e il suo compito era finito; ma poi pensò di sterminare l'intero pianeta così per divertimento. Decise di far scoppiare un'enorme bomba per ogni nazione del pianeta senza stare a trovare modi strani e complicati. Iniziò dall'Europa, sterminando la Lettonia, l'Estonia ed i Paesi scandinavi tutti in un giorno e poi continuò il giorno dopo proseguendo con lo stesso ritmo di cinque stati al giorno.
Come tutti i telefonini, però, anche lui aveva una batteria e dalla frenesia di questo compito si scordò di mettersi in carica. Cosicchè, quando stava per sganciare la bomba sulla Romania si spense definitivamente e cadde al suolo distruggendosi.
Infine, i suoi pezzi furono bruciati e fu un enorme lavoro per gli umani ripopolare i Paesi distrutti e ricostruirvi le abitazioni; ma d'altra parte ne valse la pena.