Cosa ho letto

libri

Non si può pretendere di "produrre" letteratura se prima non ci si è cibati di libri in modo consistente. E' una banalità che però viene spesso data troppo per scontata... Non solo: ciò che scriviamo è spesso profondamente influenzato da ciò che abbiamo letto, è naturale. Per questo, se già è interessante sapere cosa legge un amico, la curiosità sale quando si tratta di uno scrittore. Da qualche anno ho preso l'abitudine di appuntarmi i libri che leggo, anche perchè, quando mi chiedevano "Quanti libri leggi ogni anno?", non riuscivo mai a ricordarli con precisione e rimanevo perplesso. Ero io il primo ad essere curioso di sapere quanto leggevo! Così, giusto per sfizio, voglio condividere con voi le mie letture mettendole su queste pagine. Chissà che non possano essere di spunto a qualcuno e (perchè no?) che qualcuno non voglia consigliarmi le sue. Ho aggiunto anche una serie di aforismi sulla Lettura che spero possano essere spunti per interessanti riflessioni.


Letture 2004
1. Achille piè veloce di Stefano Benni, Feltrinelli.
(Fantastico affresco dell'italia di fine secolo con due protagonisti memorabili che, in modo molto umano, fanno riflettere sulle frustrazioni e le potenzialità degli uomini, disabili e non. Voto: 8).

2. Spiriti di Stefano Benni, Feltrinelli.
(Scritto in epoca clintoniana, rilegge in chiave fantastico-umoristica, ma con molti spunti apocalittici, la follia guerriera che sta alla base della politica americana e quindi del mondo. Lessico spumeggiante e giochi di parole a non finire. Fa ridere e riflettere. Voto: 7)

3. Naufragio su Giri di Vernor Vinge, Urania.
(Di solito non leggo fantascienza, ma non so come ho cominciato a leggere questo libriccino, preso a caso fra tanti urania che avevo sugli scaffali, e mi ha appassionato. Ho divorato le pagine come un bambino che fantastica leggendo Flash Gordon. Insomma, qui siamo su un pianeta, Giri appunto, i cui abitanti hanno facoltà mentali elevatissime con cui si teletrasportano, trasportano gli altri, uccidono ecc. e questo ha fatto si che la loro civiltà si sia fermata in una specie di medioevo perchè se puoi fare tutto con la forza della mente non hai bisogno di far progredire la tecnologia. Ma la bravura dell'autore sta nel dipingere tutto un mondo, una società, con le sue caste, i suoi riti, in modo veramente avvincente. Detto così sembra una pacchianata da B-Movie, ma vi assicuro che è interessante. Voto: 7)

4. Il profeta di Kahlil Gibran, Feltrinelli.
(Una cagata pazzesca. Forse se avete dai 15 ai 20 anni potrete apprezzare la sua pseudo-filosofia molto new-age ante litteram, altrimenti vi addormenterete sommersi dal miele dopo le prime 10 pagine. Non voglio dire che gli adolescenti sono dei coglioni perchè lo apprezzano, ma penso che quella sia una fase della vita in cui si è sensibili a certi temi per di più esposti con toni da santone illuminato. Crescendo ci si accorge che dice un sacco di banalità e le dice in modo pessimo. Voto: 4,5)

5. La donna eterna di Henry Rider Haggard, Newton.
(Ho dovuto leggere questo libro per farne una recensione per una rivista specializzata in fantastico [La soglia, per info www.infolasoglia.it], non mi ha appassionato più di tanto, ma per una lettura d'evasione può anche andare. È la classica missione nell'Africa misteriosa dei romanzi d'avventura dell'800 con civiltà scomparse, semidei e roba varia. L'autore è quello delle "Miniere di re Salomone" di cui forse avrete visto il film. Voto: 5,5)

6. La corsa del topo di Gianluca Gardini, Pendragon.
(Anche questo letto per farne una recensione che trovate su www.ilsimposio.splinder.com è il tentativo mal riuscito di fare un romanzo sui temi del terrorismo ambientato in italia. Pessimo inquadramento ideologico, trama così così. Voto: 4,5)

7. L'apicoltore di Maxence Fermine, non ricordo l'editore.
(Romanzo assurdo su un tizio che prima fa l'apicoltore in provenza, poi va in africa a cercare la donna che ha sognato e che è in relazione alle api, poi torna a casa e si sposa una del posto... mah... tono favoleggiante eccessivamente barocco, trama inconsistente, ricorda un po' Gibran per tutto quelle sentenze esistenzialistiche. Voto: 4,5)

8. Le formiche e le cicale di Gino & Michele e Matteo Molinari, Kowalsky.
(Ultimo, speriamo non definitivamente, capitolo della saga delle "Formiche". Chi segue questo blog dagli albori sa che ne sono un appassionato. Aforismi, battute, freddure che fanno sganasciare e anche riflettere. Un must. Voto: 9)

9. Ingannevole è il cuore più di ogni cosa di J. T. Leroy, Fazi editore.
(L'ho letto prima che ci facessero il film, senza sapere di cosa trattasse e facendomi catturare da quel titolo fascinoso. Beh... è la cosa più cruda che abbia mai letto, una macelleria dei sentimenti e delle emozioni. Avevo già scritto qualche impressione al proposito nel mese di marzo sul blog, casomai andate a rileggervele. Cmq è la storia allucinante di un bambino che subisce i peggiori traumi (botte, stupri, torture, fame) da parte di una mamma fatta e scoppiata che gira l'america prostituendosi e un nonno bigotto fondamentalista protestante [di quelli che hanno ri-eletto bush, per capirsi] che lo traumatizza ancora di più con la sua visione ultra-religiosa della vita e relative pratiche sadiche. Ci vuole lo stomaco forte per leggerlo, sembra un film dell'orrore, e a me sinceramente non è piaciuto un granchè, anche perchè devo provare piacere a leggere e questo dà tutto fuor che piacere, è una coltellata dopo l'altra. La cosa pazzesca è che si tratta del racconto autobiografico dell'infanzia dell'autore, o così dicono... Voto: 5)

Letture 2005
1. Donne e topi di Emiliano Gucci, Fazi.
(Fantastico romanzo d'esordio del giovane Gucci. Una settimana nella vita di un giovane trentenne disoccupato, che deve mettere ordine nel suo cuore e nella sua vita, tra un bilocale in affitto che non sa come pagare, un amico argentino play-boy e simpaticamente sborone, una donna "fantasma" che non abbandona i suoi ricordi e colloqui di lavoro tra l'esilarante e il tragico. Stile liscio, pulito, cristallino, che a tratti ricorda Baricco [anche se so che non farà piacere all'autore questo accostamento...], una carica umoristica invidiabile, da scrittore in gran vena. Si legge tutto d'un fiato, con grande sensazione di piacere. Accattatevillo! Voto: 8)

2. Vite minime di Daniele Boccardi, Stampa Alternativa.
(Raccolta postuma di racconti, poesie e aforismi del giovane Boccardi, morto suicida a 32 anni. Acclamato, secondo me esagerando un po', come il nuovo Luciano Bianciardi. Per maggiori info www.fondoboccardi.it. I racconti non mi hanno entusiasmato, troppo brevi, frammentari, e con uno stile troppo approssimativo. Meglio le poesie e gli aforismi. Voto: 5,5)

3. Tatuaggio di Manuel Vazquez Montalban, Feltrinelli.
(La storia è un giallo abbastanza classico, con molte digressioni eno-gastronomiche. Lo stile è frizzante, una lessico molto "lussureggiante". È il primo romanzo della serie di Pepe Carvalho. Tuttavia, data la fama dell'autore, mi aspettavo qualcosa di meglio. Gli manca un po' di mordente, la storia pecca di alcuni episodi inverosimili (la mala che grazia il protagonista senza un motivo, il detetive che risolve il caso affidatogli ma continua a indagare per semplice spirito d'avventura rischiando anche la vita) e poi il protagonista, Pepe Carvahlo appunto, sinceramente mi rimane anche un po' sulle palle: fa il bullo, è arrogante con le donne (e per questo forse le tromba tutte), saccente su tutto quello che riguarda la cucina e il sesso, con una filosofia minimalista-qualunquista che mi fa parecchia afa. Forse i lavori successivi sono migliori, certo l'esordio non è stato un granchè. Voto: 5)

4. Un amore di Dino Buzzati, Mondadori.
(Il libro è praticamente senza trama, o meglio, si racconta in due parole: un cinquantenne scapolo va con una prostituta ventenne, se ne innamora, e inizia ad esserne ossessionato, tanto da riempirgli ogni pensiero, ogni attimo della sua vita. Il valore del libro sta proprio nel riuscire a sviscerare la psicologia del protagonista, e i meccanismi mentali che l'innamoramento può provocare in chi ne rimane, per così dire, vittima. L'effettiva realtà delle cose perde significato, l'evidenza dei fatti non conta niente, ci si raccontano bugie, si crede a tutto quello che il nostro cuore vuole credere. Non importa che l'altra ci tratti male, ci umili, non ci ami e ci faccia ridere dietroda tutti quelli che ci conoscono. No, l'importante è che lei ci sia, anche per poco, anche a pagamento, anche per finta, ma basta che ci sia la sua presenza nella nostra vita. Tutto il resto non conta. Bravo Buzzati a riuscire in quest'impresa, che tra l'altro è abbastanza atipica nella sua produzione, anche se qualche critica gli va mossa dal punto di vista dello stile che non è certo eccelso: punteggiatura orrida, virgole usate malissimo, termini gergali e quotidiani degli anni '60 che oggi non si capiscono più (uno scrittore dovrebbe sempre tener conto della sua leggibilità, anche al di là della sua contemporaneità), passaggi repentini dalla terza, alla prima persona, passando per l'indiretto libero e il flusso di coscienza. Nel complesso gli darei un 6 e mezzo come voto.)

5. Camminavano come noi di Clifford D. Simak, Urania.
(Il mondo viene invaso da delle sfere aliene nere della grandezza di una palla da bowling che, in tutta legalità, iniziano ad acquistare tutte le proprietà della Terra per poi rivenderla al miglior offerente dello spazio. Sono degli agenti immobiliari extraterrestri che cercano un'unica ricchezza: il profumo...o il fetore. Questa l'idea portante del romanzo, Urania, fantascienza anni '60, piacevole da leggere, giusto una lettura d'evasione estiva. Manca un po' di costruzione, un po' di pathos, forse il tema doveva essere trattato meno sbrigativamente per avere il senso apocalittico che l'autore a tratti vorrebbe dare al romanzo. Voto: 5,5)

6. Mosca più balena di Valeria Parrella, Minimum Fax.
(Raccolta di racconti di una giovane scrittrice napoletana, con buone doti ma in alcune parti ancora da sgrossare. Sa scrivere belle storie sulla sua napoli e la napolanità è forte in ogni pagina: dal dialetto allo "spirito" di quella città. Sa dipingere belle immagini e cmq la lettura scorre piacevole e i racconti rimangono in testa come le scene di un telefilm, in modo naturale e leggero. Voto: 7)

7. Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli, Mondadori.
(L'ho cominciato a leggere prima della Parrella, ma poi mi sono piantato, come a volte mi succede, nonostante il libro mi stesse piacendo. Siamo a fine anno e ancora non l'ho ripreso. L'ho finito di leggere a metà gennaio 2006 ma lo considero cmq come una lettura 2005. Molto bello, scrittura piana, scorrevole, partecipata. A tratti dà forti emozioni, coinvolge. Forse in certi momenti indugia troppo in filosofismi sul tempo, la vita ecc. ma la ricostruzione storica e l'umanità dei personaggi è molto bella. Voto: 8)
Letture 2006
1. Le stelle aspetteranno, di Keith Laumer, Urania.
(Romanzetto di fantascienza che immagina un mondo post-collasso civile avvenuto non per guerra atomica ma per involuzione dei costumi e sopraggiunta anarchia che hanno riportato l'umanità ad uno stato barbarico. Verrà salvata da una missione spaziale ibernata per novanta anni e poi tornata in vita. Lo stile, e il gergo, è quello classico del film smargiasso americano, con metafore da locale malfamato e sintassi non da romanziere. Ma tutto sommato si lascia leggere. Su tutto domina l'evidente ideologia di destra e conservatrice dell'autore, che pone l'ordine, la disciplina, la legge come baluardi della civiltà, e in cui ovviamente le forze armate statunitensi con i loro "ideali" sono i salvatori del mondo. Come a voler dire: la troppa libertà, l'anarchia ecco a cosa ci porterebbe. Voto: 5)

2. Diario di un killer sentimentale, di Luis Sepùlveda, Guanda.
(Piccolo gioiellino noir, un racconto lungo (chiamarlo romanzo è troppo, nonostante quello che dice la copertina) in cui lo scrittore cileno amalgama in modo godibilissimo suspence, colpi di scena, ironia, massime da manuale e uno stile che tiene incollati alla pagina. La narrazione al passato in prima persona è quella tipica di certi film o telefilm in cui il protagonista, con la voce fuoricampo, ripercorre le sue vicende, con il tuono da gradasso, da cinico, tipico del gangster che però non riesce ad essere antipatico. Davvero ben fatto. Voto: 7)

3. Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino, Mondadori.
(Poeticissimo romanzo opera prima di Calvino, in cui si tenta di analizzare la guerra partigiana dalla prospettiva di un bambino e si fa invece un'acuta indagine psicologica e sociale sull'infanzia e i rapporti fra bimbi e "grandi". Pin infatti è un bambino orfano che vorrebbe vivere come i grandi, con i grandi, e per questo impara canzone sconce, spia la sorella prostituta mentre è con i clienti, passa le giornate all'osteria. Ma questo non lo fa sentire integrato, e amato dai grandi, da cui si sente sempre diviso, li sente come ostili, personaggi che pensano solo alle donne e alle armi, di cui non ci si può fidare. I bambini d'altronde lo rifiutano proprio per questa sua promiscuità con i grandi, e alla fine Pin si ritrova irrimediabilmente solo. Proprio per questo non riesce a trovare un amico vero a cui svelare il suo segreto più grande, il sentiero in cui fanno i nidi i ragni, posto magico che solo lui conosce e in cui nasconde il suo trofeo, di cui va orgoglioso: una P38 rubata ad un tedesco. Alla fine però troverà qualcuno di speciale, un uomo burbero, misogino, taciturno e solitario, ma con grandi mani calde, "come di pane" che gli darà quell'affetto e gli ispirerà quella fiducia tanto agognata. Voto: 7)

4. Povera gente, di Fedor Dostoevsky, Bompiani.
(Pallosissima opera prima del grande romanziere russo, romanzo epistolare dai toni ultra-melensi, strabordante di vezzeggiativi che a noi appaiono ridicoli, ma forse nei rapporti interpersonali di metà ottocento in russia erano normali. Il libro cerca di fare un ritratto crudo della vita della piccola borghesia nella Pietroburgo di metà ottocento, sulla scia del realismo dickensiano, ma il tono del rapporto epistolare fra una giovane orfana e un suo maturo parente-tutore è intessuto di un romanticismo eccessivo che alla fine soverchia l'analisi storico-sociale. La trama è quasi inconsistente e il libro è un protrarsi di menate e riflessioni varie. Una faticaccia arrivare in fondo. Voto: 5)

5. Sto da cani, di Emiliano gucci, Fazi.
(Bello anche se meno del primo, meno organico, meritava più sviluppo narrativo. Cmq bella scrittura, belle analisi personali e sociali. dopo averlo letto posso confermare quanto di buono si era visto col primo romanzo, con la variante che adesso si ampliano gli orizzonti, arrivano i temi "grandi" (morte, figli, separazioni, malavita), si intrecciano più vite in un'unica storia... insomma una buona e piacevole letture a cui forse manca solo un po' di respiro. Si arriva in fondo e si sente la necessità di leggere almeno altre 100 pagine. Non che la narrazione sia incompiuta o lasciata in sospeso, ma si vorrebbe approfondire un po' di più la vita dei vari personaggi. Voto: 7)

6. Dell'amore e di altri demoni, di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori.
(La scrittura di Marquez è carne viva, è un essere vivente che si snoda e parla davanti ai tuoi occhi, è lussureggiante ma non barocca, è incantatrice. Siamo nell'America latina del '700, dominata dagli spagnoli, e dall'oscurantismo del Santo Uffizio. C'è un vecchio marchese, passivo e disilluso, con una figlia dodicenne che viene creduta indemoniata e c'è un chierico a cui viene affidato il compito di esorcizzare la ragazza. Ma lui si innamorerà di lei, il demonio (come accadeva spesso) verrà inoculato nella ragazzina proprio dai suoi inquisitori e il finale non potrà che essere tragico per tutti. Splendido affresco storico, bei personagggi ognuno con la propria esistenza ben descritta e "raccontata", ottimo vademecum contro pregiudizi e ignoranza che dominano la società di tutte le epoche. Marquez è un grande. Voto: 7,5)

7. Margherita dolcevita, di Stefano Benni, Feltrinelli.
(L'inventiva linguistica è quella del solito Benni, geniale e acuto, però questo ultimo suo lavoro mi ha deluso un po'. Sarà la tematica adolescenziale, che proprio non la sopporto più, sarà che dopo Saltatempo e Achille piè veloce mi ero abituato male... però non mi ha soddisfatto in pieno... voto: 5,5)

8. Un gioco da ragazze, di Andrea Cotti, Mondadori.
(Noir ben strutturato nella trama, molto essenziale e preciso nel delineare i personaggi e loro personalità. Inquietante quanto basta. Piacevole. Voto: 6,5)

9. Quo vadis, baby?, di Grazia Verasani, Mondadori.

10. Francesco vola, di Andrea Cotti, EL

11. Non so dove ho sbagliato, di Laura Del Lama, Maccheneso Editrice.

12. Tracce del tuo passaggio, di Grazia Verasani, Fernandel.
(Alla presentazione di un libro di Grazia, ho saputo da lei che questa raccolta di racconti ha venduto solo 300 copie... incredibile, e che peccato! Perchè, se alcuni racconti fanno ancora fatica a sbocciare e risentono della loro brevità, altri sono dei piccoli gioiellini che racchiudono in poche pagine emozioni forti e immagini nitide di vita quotidiana nonchè illuminanti diapositive sulla "topografia dei sentimenti". I racconti si lasciano leggere con estremo piacere grazie allo stile pulito, diretto, ma sempre "educato" con cui sono scritti. Quasi degli Haiku in prosa. Voto: 7)

13. Piccolo manuale di teologia, di Giordano Frosini, Edizioni La Vita.

14. Haiku, autori vari, Bur

15. Firenze nera, di Marco Vichi e Emiliano Gucci, Aliberti editore.

16. Il brigante, di Marco Vichi, Guanda.

17. Le nonne, di Doris Lessing, Feltrinelli.

18. Abbaiare stanca, di Daniel Pennac, Salani

19. L'occhio del lupo, di Daniel Pennac, Salani

20. Poesie (raccolta), di Emily Dickinson, Newton&Compton

21. Pioggia nera, di Georges Simenon, Adelphi

22. Il dito e la luna, di Alejandro Jodorwsky, mondadori
Letture 2007
1. La vita addosso, autori vari, Fernandel.

2. La posta in gioco, di Mirco Stefanon, Ediciclo/NuovaDimensione.

3. Niente di nuovo sotto l'ombelico, di Mirco Stefanon, Ediciclo/NuovaDimensione.

4. Foglie morte, di Gabriel Garcia Marquez, Mondadori

5. Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, di Luis Sepulveda, Guanda

6. Lettere dalla Kirghisia, di Silvano Agosti, Edizione L'Immagine

7. Compagni di sangue, di Bobo Rondelli, Titivillus edizioni

8. La ragazza di Bube, di Carlo Cassola, bur

9. Cielo di Pistoia e altri racconti, di Gianna Manzini, Edizioni Via del Vento

10. Il soldato, di Carlo Cassola, bur

11. Il cielo e la terra, di Carlo Coccioli, Rusconi

12. Cuore di pietra, di Sebastiano Vassalli, Einaudi

13. Nero di luna, di Marco Vichi, Guanda

14. C'è nessuno?, Jostein Gaarder, Salani

15. Il mestiere di vivere, di Cesare Pavese

16. L'oca al passo, di Antonio Tabucchi, Feltrinelli

17. Poema della croce, di Alda Merini, Frassinelli

18. Hinduismo, a cura di Giovanni Filoramo, Editori Laterza

19. Il partigiano Johnny, di Beppe Fenoglio, Einaudi
Letture 2008
1. Donne donne, di Marco Vichi, Guanda.

2. Un'inquilina particolare, di Emiliano Gucci, Guanda.

3. Gesù amava le donne, di Jacopo Fo, Nuovi Mondi.

4. Odio, di Andrea Borla, Tespi.

5. Personaggi, di Antonio Albanese, Einaudi.

6. Ritorno in Sicilia, di Filadelfo Giuliano, Azimut.

7. Se fossi Nick Manofredda, di Paolo Morelli, Edizioni di Latta.

8. Per nessun motivo, di Marco Vichi, Rizzoli.

9. Maigret e il barbone, di Georges Simenon, Adelphi.

10. La casa degli spiriti, di Isabel Allende, Feltrinelli.

11. L'opera in versi e in prosa, di Camillo Sbarbaro, Garzanti.

Letture 2009
1. Buonanotte, prof!, Mirco Stefanon, Editrice Archiponti

2. 101 storie Zen, a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps, Adelphi

3. Diario degli errori, Ennio Flaiano, Adelphi

4. Proesie, Federico Maria Sardelli, Edizioni del Vernacoliere

5. Gli anni della pioggia, Carlo Carabba, Pequod

6. Pietro Formentini, Parola mongolfiera, Nuove Edizioni Romane

7. Le dee in me, Silvia Gaia Pelagatti, Pagnini Editore

8. Appunti dal parco, Francesca Matteoni, Wizarts editore

9. Artico, Francesca Matteoni, Crocetti

10. Non so dove ho sbagliato, Laura Del Lama, Cult Editore

11. Nel ferro dei balocchi, Roberto Carifi, Crocetti editore

12. Elogio dell'ozio, Robert Luis Stevenson, Stampa Alternativa

13. Se non sei felice è tutta colpa tua, il libretto dei proverbi tibetatani, a cura di Fabio Zanello, Stampa Alternativa

14. Nostra Signora degli ulivi, Maurizio Pupi Bracali, Ennepilibri

15. Poesie, Kostantin Kavafis, Edizioni CDS

16. Vagabondaggio, Giovanni Verga, Bur

17. Discorsi sufi. L'altro cuore dell'islam, a cura di Fabio Zanello, Stampa Alternativa

18. Dannati, Giovanna Mulas, Iris 4 Edizioni

19. Poesie, Sandro Penna, Garzanti

20. La dimostrazione chimica dell'esistenza di Dio, Jacopo Fo, Edizioni Nuovi Mondi
Aforismi sulla Lettura

Finché avrai voglia di leggere, non sarai mai solo.

Simone Piazzesi

 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore e' soltanto una specie di strumento ottico che e' offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust

 

I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.
Achille Campanile

 

Leggere non è mai una perdita di tempo, anche quando poi il libro ti delude.

Daniela di "Voland"

 

Leggo per legittima difesa.

Woody Allen

 

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. Leggete per vivere.

Gustave Flaubert

 

Non esistono due persone che leggano mai lo stesso libro

Edmund Wilson

 

Una notte d'amore è un libro letto in meno.
Honoré de Balzac

Non mi piace conversare con una persona che abbia scritto più di quanto ha letto.

Samuel Johnson

 

Un uomo dovrebbe lasciarsi guidare solo dalla sua inclinazione nelle letture; quello che legge per una specie di senso del dovere gli recherà ben poco vantaggio.

Samuel Johnson

 

La qualità di un libro dipende dal lettore

Emilio Praga

 

Il libro è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini.

J. L. Borges

 

Che altri si vantino di ciò che hanno scritto. Io sono orgoglioso di quello che ho letto.

J.L. Borges

 

Sono convinto che non esistano persone a cui non piaccia leggere, ma solo persone che non hanno mai trovato il libro giusto.

Leonardo di www.lifehacks.it

 

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.

Amos Oz, Una storia d'amore e di tenebra